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Itinerari advanced

1.3 – Isola d'Elba, Isola di Capraia, Isola del Giglio, Porto S.Stefano

Giorno 1
Marina di Scarlino – Porto Azzurro
Salpiamo di buon’ora per Porto Azzurro! La vivacità e l’accoglienza del paese ci farà subito sentire lontani mille miglia. La cittadina fu fondata nel 1603 da Filippo III di Spagna ed è situata ai piedi di un promontorio nell'ampia insenatura della costa orientale dell'isola. Piazza Matteotti è il luogo di ritrovo principale dei portoazzurrini. Agli inizi del 1600 gli Spagnoli, su consiglio dell'ammiraglio genovese Andrea Doria, eressero un forte sul promontorio che chiude a est l'insenatura. Insieme al Forte Focardo, sull'altra sponda del golfo, costituì il sistema difensivo del golfo di Mola, base della flotta del re spagnolo Filippo III. Questo sistema difensivo mirava a frenare l'ascesa militare del Granducato di Toscana che con la fortificazione di Portoferraio possedeva una roccaforte strategica nel Tirreno, che poteva mettere seriamente in pericolo gli interessi spagnoli in questa parte del Mediterraneo. Fu annesso al regno di Napoli nel 1714, al quale restò fino al 1801, quando fu ceduto ai francesi che avevano occupato tutta la Toscana. Nel 1815, dopo la caduta di Napoleone, Porto Azzurro fu quindi annesso al Granducato di Toscana fino all'unità d'Italia. Nel XVIII e nel XIX secolo, insieme a Portoferraio e Marciana Marina, è stato il maggiore centro di pescatori dell'isola d’Elba, favorendo l'immigrazione. Nel territorio circostante sussiste, affiancando il turismo balneare, un’importante attività agricola (soprattutto frutticoltura e viticoltura).
Durante l’estate si anima ancora di più con spettacoli musicali, culturali e storici da non perdere.
Il porto, spesso, nella stagione estiva, è molto affollato. In questo caso possiamo rimanere in rada di fronte a Porto Azzurro, oppure spostarci su Golfo di Mola.
 
Giorno 2
Porto Azzurro – Isola del Giglio (Campese)
Tappa: Le Formiche di Grosseto
Rotta sull’ Isola del Giglio! Campese è incorniciata, da un grande scoglio detto “Faraglione” da un lato, e dall’imponente Torre medicea dall’altro, che un tempo si ergeva completamente isolata sugli scogli, mentre ora è collegata da un piccolo ponte.
L'isola fu abitata fin dall'Età del ferro. Successivamente fu forse una base militare etrusca e anche sotto la dominazione romana fu una base di una discreta importanza nel Mar Tirreno citata, per esempio, da Giulio Cesare nel “De bello Gallico”. A margine dell'abitato di Giglio Porto, leggermente al di sotto del livello del mare, si trovano i resti della bella villa romana che comprende una vasca a mare, mura perimetrali, resti di mosaici, affreschi, terrazza stellata, strutture lungo mare con serie di arcate e una lunga terrazza pensile; l'intera area è denominata “I Castellari”. Nelle epoche successive fu governata da varie famiglie nobili dell'Italia centrale e dal 1264 dal governo pisano, che dovette poi cederla ai Medici. Nel Medioevo passò sotto il dominio della famiglia Aldobrandeschi, successivamente al comune di Perugia. Nel 1544 il pirata detto il Barbarossa saccheggiò l'isola, uccise chiunque si opponeva e deportò, come schiavi, più di 700 gigliesi. In seguito a questa sanguinosa incursione, la famiglia dei Medici ripopolò l'isola con gente proveniente dalle terre senesi.
Ma il mare cristallino color smeraldo, con i suoi fondali ricchi e pescosi, fanno da cornice ad un territorio per il 90% ancora selvaggio, che, con la sua tormentata storia, invita all’avventura.
Prima di giungere all’isola del Giglio, facciamo una piccola deviazione per un tuffo alle Formiche di Grosseto. Il mare al di sotto dei tre isolotti conserva tracce di storia: nell’antichità molte navi sono affondate vicino a questi scogli, quindi armatevi di pinne e boccaglio!
Da non perdere: il tramonto da Giglio Campese è unico: state pronti con la macchina fotografica!
 
Giorno 3
Isola del Giglio (Campese) – Marina di Campo
Torniamo verso l’Isola d’Elba e ormeggiamoci a Marina di Campo, una delle baie più belle. Attenzione ai venti da sud: è meglio rimanere in rada. Il pontile, infatti, è spesso insufficiente ed è difficile ormeggiare con lo scirocco.
La sua spiaggia è perfetta per non rinunciare a nessuna comodità. Si trova infatti nel centro abitato e confina con il porto che, però non crea alcun problema. Possiamo rilassarci all’ombra della grande pineta, alle spalle della spiaggia.
Marina di Campo è una piccola frazione del comune di Campo dell’Elba. Durante il Medioevo, era stata annessa alla Repubblica di Pisa. L'attuale abitato di Marina di Campo sorse nel corso dei secoli successivi nei pressi della pianura anticamente chiamata, per la sua peculiarità di zona umida, Maremma dell'Elba. Nel territorio comunale è compresa anche l'Isola di Pianosa. Nella parte più occidentale del comune si estende la Costa del Sole, che racchiude località fra le più rinomate, belle e frequentate dell'isola.
Da non perdere: il paesino di Marina di Campo e i colori della spiaggia. Un pranzo o ancor meglio una cena in uno dei numerosi ristoranti tipici … il cibo vi farà perdere la testa!
 
Giorno 4
Marina di Campo – Isola di Capraia (Punta dello Zenobito)
Capraia ci aspetta! Rocciosa e vulcanica, sembra solitaria e lontana ma è meta obbligatoria per gli amanti della vela e del mare. La Punta dello Zenobito è il punto più meridionale dell’isola, sovrastato da una torre. Cala Rossa e la punta dello Zenobito sono ciò che rimane di un antico vulcano spento circa 5 milioni di anni fa. I colori qui sono magnifici: il blu del mare, il rosso di Cala Rossa e il bianco della punta dello Zenobito.
Anticamente chiamata “Aigylion” dai greci e poi “Capraria” dai romani, il suo nome deriverebbe dalla presenza di capre selvatiche nell'isola, ma secondo un'altra ipotesi potrebbe derivare da “karpa” con il significato di «roccia». Nel 1055 fu conquistata dai pirati Saraceni, poi fu dominata dai Pisani e passò definitivamente sotto l'orbita di Genova dopo la battaglia della Meloria, che vi pose la signoria Jacopo de Mari nel 1430. Dal 1540 viene costruita dai genovesi la fortezza di San Giorgio e le tre torri di avvistamento Torre del Porto (1541), Torre dello Zenobito (1545) e Torre delle Barbici (1699) per poter scorgere le navi dei pirati e limitare la pirateria. Dopo l'annessione dell'ex Repubblica di Genova al Regno di Sardegna col Congresso di Vienna del 1814 e la proclamazione del Regno d'Italia, fece parte della provincia di Genova fino al 1925, quando passò alla provincia di Livorno. Dal 1873 al 1986 è stata anche sede di una colonia penale.
Da non perdere: l’ambiente marino e i fondali, perfetti per gli amanti delle immersioni subacquee e dello snorkeling.
 
Giorno 5
Isola di Capraia (Punta dello Zenobito) – Marciana Marina
Tappa: Procchio
Salpiamo di prima mattina alla volta di Marciana Marina, delizioso centro dell’isola d’Elba, conosciuto per il suo centro storico e il suo lungomare tipici dei paesini dell’Ottocento. La spiaggia, vicinissima sia al porto che ai negozi, è molto piacevole.
Procchio è perfetta per un tuffo rinfrescante: la spiaggia si estende per circa 1 km, la sabbia fine ed il mare incontaminato la rendono una meta ambita da molti.
Arrivando nelle vicinanze del porto di Marciana Marina si scorge l'antica Torre degli Appiani, eretta intorno alla seconda metà del Cinquecento. Il primo nucleo del paese, denominato Marina di Marciana, si sviluppò nel territorio detto “Il Cotone” (termine derivante dal latino cos - cotis «grosso masso»), presso un porticciolo naturale. La sua piccola insenatura offriva anche attracco e riparo alle barche da pesca. Durante il XVIII secolo, per la sua importanza portuale e commerciale, Marciana Marina veniva chiamata «Piccola Marsiglia».
 
Giorno 6
Marciana Marina – Marina di Scarlino
Tappa: Cerboli
Senza fretta ci spostiamo verso la Marina di Scarlino, ma c’è sempre tempo per un ultimo tuffo a Cerboli, isolotto incantevole al centro del golfo di Follonica.
Sicuramente nei ricordi di questa vacanza in barca a vela, rimarranno impressi i suggestivi paesaggi delle isole dell’Arcipelago Toscano e il suo mare cristallino.
43° Parallelo S.n.c.
Lungomare Garibaldi
Marina di Scarlino
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